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Mazara del Vallo, incontro fra culture

Piazza Duomo

Ciao! Se hai già letto qualche nostro articolo, probabilmente sai che lo scorso Luglio siamo stati in vacanza a Selinunte. Bene, mentre eravamo lì ne abbiamo approfittato per fare un salto a Mazara del Vallo, dato che la distanza è di circa 30 km. Ma non è stata una scelta casuale. Volevamo andare al Museo del Satiro Danzante.

Il Museo del Satiro Danzante

Non sapendo bene come muoverci, abbiamo deciso di lasciare la nostra macchina al parcheggio custodito della stazione ferroviaria. Da lì ci siamo incamminati verso la nostra meta, in mezzo a tanta gente che passeggiava. Loro passeggiavano, noi andavamo a passo molto svelto, perché l’orario di chiusura del Museo era vicino. Per fortuna siamo arrivati in tempo. Col fiatone, ma in tempo. Una signora molto gentile ci ha accolti e ci ha chiesto se avessimo già fatto il biglietto. No, non sapevamo di doverlo fare in anticipo, però non è stato un problema. La cassiera ci ha dato un indirizzo email a cui scrivere per prenotare la nostra visita e in cinque minuti abbiamo risolto.

Anfore
Anfore

Il Museo, che si trova all’interno della chiesa di S. Egidio, espone reperti provenienti dalle acque del Canale di Sicilia (anfore, calderoni, due cannoni in ferro e altro ancora) e ospita la statua del Satiro Danzante dal 2005, cioè da quando hanno finito i lavori di restauro. Probabilmente non sai che il Satiro è stato ritrovato in due momenti diversi. La gamba sinistra è stata la prima ad essere rinvenuta nel 1997; l’anno successivo è venuto alla luce il corpo privo delle braccia e dell’altra gamba. E’ stato il peschereccio di Capitan Ciccio, comandato dal capitano Francesco Adragna, a ritrovare i resti della statua bronzea e altri reperti che trovi esposti al Museo. L’ipotesi più accreditata è che la statua viaggiasse su una nave poi naufragata, in un periodo in cui era molto fiorente il commercio di oggetti di antiquariato.

Il Satiro Danzante

Ti assicuriamo che, trovandoti davanti ad un così magnifico esempio di arte, non potrai che rimanere a bocca aperta. Innanzitutto per le sue dimensioni. La statua, infatti, è alta circa 2,5 metri. Ma ciò che forse ti affascina ancora di più sono i capelli fluttuanti, gli occhi in vetro colorato e la bocca socchiusa.

Il Satiro Danzante
Il Satiro Danzante

Il Satiro, le cui origini sembrano risalire al IV secolo a.C., è un essere mitologico facente parte del corteo orgiastico del dio greco Dioniso e qui è rappresentato nel momento dell’estasi della danza orgiastica, mentre ruota sulla gamba destra tenendo nella mano destra la canna del tirso e nella mano sinistra il calice per il vino, ovvero i simboli del culto dionisiaco. Crediamo di essere rimasti ad ammirarlo e a scattare foto per circa venti minuti. In realtà saremmo rimasti ancora per un po’, ma continuavano ad arrivare visitatori e dovevamo evitare di creare assembramenti. Così ci siamo avviati verso l’uscita, dove abbiamo chiacchierato un po’ con il custode, che poi abbiamo scoperto essere il padre di una collega universitaria di Francesca. Quanto è piccolo il mondo! Proprio a lui abbiamo chiesto come raggiungere la Casbah.

La Casbah di Mazara del Vallo

La Casbah di Mazara del Vallo, nel centro storico, è un quartiere multietnico con impianto urbanistico arabo. È un labirinto costituito da viuzze strette e tortuose, che conducono verso i cortili interni delle abitazioni. Arrivare alla Casbah e capire in quale direzione andare non è stato per niente facile… Non a caso è definita un labirinto! Alla fine abbiamo deciso di chiedere aiuto e siamo entrati in un negozio. Qui ci hanno fornito una mappa della zona e ci hanno spiegato come raggiungere la casa più colorata della Casbah, la stessa che avevamo visto su Internet. Ma nonostante avessimo la mappa, non riuscivamo ad orientarci 😀 Fortunatamente un gruppo di ragazzi, cogliendo lo smarrimento nelle nostre espressioni, è venuto in nostro soccorso e, senza nemmeno chiederci cosa stessimo cercando, ci ha indirizzato verso la nostra meta. Menomale! 🙂

La Casbah
La Casbah

Non sappiamo di quale etnia fossero quei ragazzi. Forse tunisini, dato che costituiscono il gruppo etnico maggioritario. Eh sì, perché, come ti abbiamo già accennato, la Casbah è il ritrovo di popoli di diverse etnie. Oltre ai tunisini, a vivere lì sono anche rom, serbi, kosovari e maghrebini. E considerato che nella piazza San Francesco si affaccia una delle chiese barocche più belle della città e, accanto ad essa, la piccola sala di preghiera musulmana, possiamo concludere che la Casbah di Mazara del Vallo è il luogo in cui Occidente e Oriente, Cristianesimo e Islamismo convivono pacificamente.

Cominciava a fare buio e iniziavamo ad avere fame, così abbiamo lasciato la Casbah alla volta di un posto in cui mangiare. Dopo cena avevamo ancora un posticino per il dolce e ci siamo diretti verso la Gelateria Diadema, dove abbiamo preso una granita al limone e un ottimo gelato al pistacchio senza lattosio. Alle nostre spalle, l’Arco Normanno, davvero molto suggestivo con le luci della sera.

Arco Normanno
Arco Normanno

Adesso vogliamo sapere di te. Sei mai stato a Mazara del Vallo? Ti sei perso nella Casbah?

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