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I Nacatuli eoliani, i dolcetti intarsiati

L'ultimo dei Nacatuli :D

Qualche giorno fa mio padre è tornato a casa portando con sé un souvenir dalle Isole Eolie. Non è che c’è stato lui in vacanza.. Gli piacerebbe sicuramente, ma questo pensierino lo ha ricevuto da un suo cliente. Era un vassoio pieno di Nacatuli eoliani. Sono pasticcini di pasta frolla aromatizzata alla Malvasia, che è uno dei vini bianchi più diffusi nel Mediterraneo, e hanno un ripieno di mandorle, zucchero, agrumi e cannella. Ma la loro caratteristica principale è senza ombra di dubbio il loro aspetto, simile a quello di ricami preziosi.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Un po’ di storia

Se oggi possiamo deliziare il nostro palato con i Nacatuli, dobbiamo ringraziare le varie dominazioni che hanno segnato la storia delle Isole Eolie e adesso ti spiego perché.

Ogni popolo ha introdotto nuovi prodotti alimentari, nello specifico:

  • i Greci hanno portato il vino;
  • ai Fenici dobbiamo la diffusione del mandorlo;
  • gli Arabi ci hanno lasciato gli agrumi;
  • ai Veneziani dobbiamo l’introduzione dell’uva bianca dalla quale si produce la Malvasia.

Come vedi, molti degli ingredienti presenti nei Nacatuli sono arrivati nelle Isole Eolie grazie alle dominazioni che si sono susseguite nel corso del tempo.

La preparazione dei Nacatuli

A sentire il cliente di mio padre, originario delle Eolie, preparare i Nacatuli richiede del tempo. Per tale motivo non è quasi mai una sola persona che si dedica alla realizzazione di questi dolci.

Le fasi iniziali diciamo che sono quelle più semplici. Mi riferisco alla preparazione della pasta, per la quale occorrono farina, strutto, uova, zucchero, Malvasia e bucce di mandarini grattugiate. Poi si procede con il ripieno, che consiste di mandorle pelate e tritate, cannella, zucchero e succo di mandarini.

Il momento più complicato è sicuramente quello della decorazione, che richiede molta maestria e personalmente non credo di possederne granché… 😅  

Le donne dell’isola ricorrono al pizzicaruolo per pizzicare, appunto, la pasta. È una pinzetta d’ottone zigrinata che rende possibile la realizzazione di bellissimi decori.

Infine, per completare il capolavoro prima che sia infornato, le mani esperte aggiungono delle roselline, preparate con lo stesso impasto dei Nacatuli.

Il dolce è servito!

Due Nacatuli eoliani
Due Nacatuli eoliani

A noi sono piaciuti davvero molto. Il sapore ricorda vagamente le paste di mandorla, ma è molto più delicato. E il fatto che ogni pasticcino abbia una sua forma unica, diversa da quella degli altri pasticcini, lo rende ancora più speciale.

Devi, infine, sapere che i Nacatuli sono dei dolci tipicamente natalizi, ma per fortuna ormai puoi assaggiarli in qualsiasi momento dell’anno 😁 

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