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La granita siciliana

Granita al limone e brioche col tuppo

Le origini della granita

Se pensi alla Sicilia, nel 99% dei casi la assocerai all’estate. E cosa ti aiuta a sopravvivere nelle giornate di caldo africano? La granita!

Le sue origini, come quelle del cannolo, risalgono al tempo della dominazione araba. Furono proprio gli Arabi, infatti, che portarono con sé lo sherbet, ovvero una bevanda ghiacciata che veniva aromatizzata con succhi di frutta e petali di fiori.

I Siciliani, invece, pensarono di utilizzare la neve raccolta sull’Etna o sui Nebrodi o sui Peloritani, che conservavano all’interno delle niviere, ovvero buche rifinite con mattoni o pietre. Arrivata l’estate, la neve veniva compattata, grattata e ricoperta di sciroppo di frutta e fiori.

Dobbiamo aspettare il XX secolo per veder nascere la granita così come la conosciamo oggi, cioè una miscela di acqua, zucchero e succo di limone.

La mia preferita è quella al limone, seguita da quella al cioccolato. Ma non puoi assolutamente perderti gli altri gusti! Mandorla, fragola, pistacchio, caffè, gelsi, fichi d’India..

In ogni caso, NON dimenticare la brioche col tuppo!

La “brioscia”

In realtà si commette un errore chiamandola brioche… Il suo vero (e giusto) nome è brioscia cu (o co a seconda della zona) tuppu e si distingue dalla “sorella” principalmente per gli ingredienti che vengono utilizzati per la preparazione.

Sulle sue origini non ci sono notizie certe, ma sembra che l’abbiano inventata in Sicilia, più precisamente a Santa Teresa di Riva, pensando al seno di una donna. Quando non si sa.

Riguardo al tuppu non ci sono dubbi. Il riferimento è allo chignon francese, conosciuto anche come toupet, e da qui tuppu in dialetto siciliano.

Ora, è vero che non esiste siciliano che non conosca la brioscia, ma è anche vero che se vai a Catania commetti sacrilegio (!!!) se prendi la granita senza la brioscia 😀

Sappi, comunque, che la brioscia è buonissima anche accompagnata al gelato!

Curiosità: ad Avola, in provincia di Siracusa, la brioscia viene ricoperta da scaglie di mandorla pizzuta, che è la varietà di mandorla locale tra le migliori al mondo.

Vuoi sapere come mangiarla? Le possibilità sono due: puoi iniziare togliendo il tuppo e inzuppandolo nella granita o nel gelato OPPURE la puoi spaccare a metà e farcirla. Personalmente preferisco inzupparla se mangio la granita e farcirla se mangio il gelato, ma tu sentiti pure libero di mangiarla come preferisci 😉

Vuoi sapere quando gustarla? Sempre!

Ciao, a presto!

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2 commenti su “La granita siciliana”

  1. Una delle prime cose che ho imparato quando sono immigrata in Sicilia, è che la granita e la briosciA vanno mangiate insieme, ma soprattutto vanno finite insieme. L’ultimo boccone di brioscia fa la scarpetta nell’ultimo sorso di granita. Se per qualche motivo non riesco nell’intento, ci rimango male!

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