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Alla scoperta di Castelbuono

Veduta di Castelbuono

Come ti avevamo promesso nell’articolo su Gangi, eccoci qui a raccontarti del nostro viaggio a Castelbuono.

Anche in questo caso, qualcuno ci aveva già parlato di questo incantevole borgo, ma stavolta si tratta di un nostro ex collega originario del luogo.

Così, lo scorso Settembre, dato che ci trovavamo più o meno da quelle parti (se hai letto l’articolo su Gangi, sai perché eravamo lì 🙂 ), non abbiamo resistito all’idea di fare un salto a Castelbuono.

La strada che abbiamo percorso è decisamente molto tortuosa, ma il panorama attorno vale tutte quelle curve in salita.

La fontana di Venere Ciprea

Era una bella domenica soleggiata e non abbiamo avuto problemi a trovare parcheggio in una delle caratteristiche viuzze che conducono al centro della città. Una volta giunti sul corso principale, gremito di turisti, ci siamo trovati davanti alla suggestiva fontana di Venere Ciprea, anche nota come “i quattru cannola” per via dei quattro cannelli da cui sgorga l’acqua. Nella parte superiore è possibile ammirare la statua di Andromeda; nella parte centrale ci sono Venere e Cupido che si asciugano dopo il bagno e in basso è rappresentata la leggenda di Diana e Atteone.

Fontana di Venere Ciprea, anche nota come "i quattru cannola"
Fontana di Venere Ciprea

I fratelli più famosi di Castelbuono

Proseguendo la nostra passeggiata tra le vie del centro storico, abbiamo notato particolare movimento davanti ad un’attività commerciale. Con grosso stupore, eravamo giunti presso una delle più note pasticcerie siciliane nel mondo, quella dei fratelli Fiasconaro.

All’interno di questa pasticceria, che rappresenta uno degli ultimi baluardi della tradizione dolciaria siciliana, potete gustare ogni prelibatezza tipica del luogo, dal cannolo alle cassatine, dal torrone alle marmellate e tanto altro ancora.

Uno dei cavalli di battaglia della famiglia Fiasconaro è il famoso panettone. Ebbene sì, proprio il panettone, tipico dolce natalizio del Nord Italia, più precisamente della città di Milano. I fratelli hanno rivisitato la ricetta tradizionale arricchendola con i sapori e i profumi della nostra terra, in particolar modo delle Madonie, come le nocciole, gli agrumi, il miele ecc.

La manna

E così, anche se erano gli ultimi giorni di Settembre, abbiamo potuto gustare il celebre panettone farcito con della buonissima crema alla manna, il prodotto tipico di Castelbuono. Si tratta del liquido dolciastro che, in estate, i coltivatori estraggono dalla corteccia dei frassini e che poi lasciano coagulare al sole. Noi abbiamo assaggiato sia la manna pura sia quella a crema. La prima non ha un sapore particolare, ma la crema… Oh, la crema è deliziosa, tant’è che ne abbiamo acquistato qualche barattolino come souvenir.

Coltivatore che raccoglie la manna da un frassino
Raccolta della manna da un albero di frassino. Foto tratta da Vita in Campagna

La Matrice Vecchia di Castelbuono

Continuando a camminare abbiamo raggiunto la chiesa di Maria Santissima Assunta, nota come Matrice Vecchia. È stata restaurata parecchie volte nel corso dei secoli, motivo per cui in essa si mescolano diversi stili: romano-gotico, gotico catalano e composito-chiaramontano. Al suo interno è possibile ammirare non solo numerose opere del Rinascimento siciliano, ma anche la cripta e le sue pareti affrescate con episodi della passione, morte e resurrezione di Cristo.

Il castello dei Ventimiglia e Sant’Anna

Una delle mete d’obbligo è sicuramente il castello dei Ventimiglia, simbolo della città e sede del Museo Civico di Castelbuono.  

La storia della famiglia dei Ventimiglia e del castello in cui ha risieduto per secoli la sua corte è strettamente collegata al culto per la patrona d Castelbuono, Sant’Anna, madre della Vergine Maria. Nel 1454, infatti, i Ventimiglia si trasferirono a Castelbuono portando con sé la Sacra Reliquia del Teschio di Sant’Anna, ancora custodita all’interno del castello, nella Cappella Palatina decorata da un tripudio di stucchi di rara bellezza.

La Cappella Palatina all'interno del Castello dei Ventimiglia
La Cappella Palatina. Foto di iloveagrigento su Flickr

Altro motivo per visitare il castello è sicuramente il panorama che si può godere dalle sue finestre.

Finito il tour all’interno del castello, era ormai ora di pranzo, quindi siamo andati alla ricerca di un posto in cui mangiare. Quasi subito ci siamo imbattuti in una piccolissima salumeria. La varietà di insaccati è strabiliante e, dopo gli assaggi, diventa impossibile non comprare qualcosa. Certo, siamo andati via con il portafogli più leggero, ma con le mani piene!

E poiché questo non poteva essere considerato un pranzo, bensì un antipasto, siamo tornati sul corso principale e ci siamo accomodati in uno dei numerosi ristoranti. Qui abbiamo riempito le nostre pance con un’ottima pasta alla Norma e una pasta fresca ai funghi squisita.

Soddisfatti della nostra, seppur breve, visita a Castelbuono, ci siamo diretti verso la macchina, ma contiamo di ritornare per vedere tutto il resto.

Ciao!

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